Massacro del Circeo (29-30 settembre 1975)
Donatella Colasanti intervistata da Enzo Biagi (1983 | 8΄)
Massacro del Circeo | Fanpage.it (2022 | 10΄)
Tra il 29 e il 30 settembre del 1975 si consumò uno dei crimini più efferati della storia italiana: il massacro del Circeo. Non solo uno dei casi più eclatanti di cronaca nera, ma un evento tragico scolpito nella memoria storica del nostro Paese, e che mostrò la violenza dilagante di quegli anni. Ma cosa accadde in quei giorni drammatici e perché, ancora oggi, raccontiamo questo episodio? Vi raccontiamo la storia di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, due giovani che furono rapite con l'inganno da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira, i tre ragazzi della “Roma bene”, gli assassini del Circeo.
Il 29 settembre 1975 Rosaria Lopez e Donatella Colasanti pensavano di andare a una festa fuori Roma. In realtà, quella festa era una trappola. Quello che seguì a Villa Moresca sarebbe diventato noto come il massacro del Circeo. Per oltre trenta ore Rosaria e Donatella rimasero nelle mani di Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria venne uccisa. Donatella riuscì a salvarsi fingendosi senza vita. Ma il racconto non finisce con l’apertura del bagagliaio della Fiat 127 in viale Pola. Ci sono il processo, le accuse rivolte alle stesse vittime, le fughe dei responsabili e le decisioni giudiziarie che, trent’anni dopo, porteranno Donatella a chiedersi come Angelo Izzo abbia potuto tornare libero e uccidere ancora.
In questa puntata di “Sulla Scena del Crimine”, la criminologa Margherita Carlini ricostruisce il caso attraverso documenti, testimonianze e un'intervista inedita a Roberto Colasanti, fratello di Donatella.
00:00 Come venne scoperto il massacro del Circeo
01:05 Chi erano Rosaria Lopez e Donatella Colasanti
04:07 Come furono attirate nella trappola di Villa Moresca
05:55 Cosa successe dentro Villa Moresca
07:27 Come si salvò Donatella Colasanti
09:48 Cosa successe al processo per il massacro del Circeo
12:47 Che fine hanno fatto Gianni Guido e Andrea Ghira
14:01 Perché Angelo Izzo tornò a uccidere