Gennaro Sasso sul saggio di Benedetto Croce «Perché non possiamo non dirci cristiani»
Gennaro Sasso: Riflessione sul celebre saggio di Benedetto Croce «Perché non possiamo non dirci “cristiani”» [RAI CULTURA].
![]() |
| © FOTO |
Il saggio di Benedetto Croce del 1942, Perché non possiamo non dirci “cristiani”, nasce, secondo Gennaro Sasso, dalla preoccupazione, avvertita dal grande filosofo abruzzese, che negli anni della Seconda Guerra Mondiale si stesse giocando la sorte ultima della civiltà occidentale. È come se Croce contrapponesse il Dio cristiano, che è il Dio dell’amore al dio germanico che è il dio della distruzione, la figura di Cristo a quella di Wotan. Il cristianesimo è inteso pertanto come elemento della civiltà occidentale contrapposto alla distruzione di quella stessa civiltà.
Il cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta: così grande, così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi, che non maraviglia che sia apparso o possa apparire un miracolo, una rivelazione dall’alto, un diretto intervento di Dio nelle cose umane, che da lui hanno ricevuto legge e indirizzo affatto nuovo. Tutte le altre rivoluzioni, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate.
